Aerolam: che cos’è e quando usarlo per i telai

Aerolam: che cos'è e quando usarlo per i telai

Se hai sentito parlare di aerolam in contesti legati alla pittura o al restauro, probabilmente ti sei chiesto cosa sia esattamente e quando valga la pena considerarlo rispetto a un telaio in legno tradizionale. La risposta dipende dall’opera, dalle sue dimensioni e dall’ambiente in cui vivrà. Qui trovi tutto quello che ti serve per capire la scelta.

Che cos’è l’aerolam

L’aerolam è un pannello composito a struttura sandwich: due sottili fogli di alluminio incollati a un’anima interna a nido d’ape, anch’essa in alluminio. Il risultato è un materiale rigido, molto leggero rispetto alla sua superficie e — aspetto decisivo per chi lavora con le opere d’arte — dimensionalmente stabile nel tempo.

Non si tratta di un prodotto nato per il mondo dell’arte: viene usato da decenni in architettura, nell’industria aeronautica e nella segnaletica di grandi dimensioni. L’approdo nel settore della pittura e del restauro è avvenuto proprio perché le sue caratteristiche fisiche rispondono a esigenze concrete che il legno, da solo, fatica a soddisfare in certi scenari.

La struttura a nido d’ape: perché conta

L’anima a nido d’ape non è un semplice riempitivo: distribuisce i carichi su tutta la superficie, impedisce che il pannello si deformi sotto il proprio peso o per effetto delle variazioni termiche. È questa geometria interna che rende l’aerolam rigido anche in spessori molto ridotti — in genere 3 o 4 mm — mantenendo un peso nettamente inferiore a quello di un pannello in legno massello della stessa dimensione.

Aerolam come supporto pittorico: quando si usa

In pittura, l’aerolam si usa principalmente come supporto rigido su cui dipingere direttamente (dopo preparazione della superficie) o su cui montare una tela già dipinta nel contesto del restauro. Non è un materiale universale: ha senso in situazioni specifiche.

Grandi dimensioni e ambienti difficili

Per un’opera che supera i 150-200 cm di lato, il legno tradizionale deve essere rinforzato con strutture interne importanti per resistere alla flessione. L’aerolam gestisce queste dimensioni con più facilità grazie alla rigidità intrinseca del sandwich. Pesa meno, non si torce e non risente dell’umidità nel modo in cui lo fa il legno.

Questo lo rende particolarmente indicato per installazioni in ambienti con variazioni climatiche accentuate: spazi aperti o semi-aperti, edifici senza climatizzazione, contesti espositivi all’estero con lunghi trasporti.

Restauro e rifodero

Nel restauro è forse l’impiego più consolidato. Quando un dipinto su tavola o su tela è gravemente compromesso e deve essere trasferito su un nuovo supporto, l’aerolam offre stabilità dimensionale che il legno non può garantire allo stesso modo nel tempo. Non lavora, non cede umidità, non introduce tensioni differenziali che rischiano di sollecitare la pellicola pittorica.

I telai per restauro che realizziamo a Cantagalli possono prevedere l’uso di questo materiale nella progettazione del supporto, su indicazione del restauratore che segue l’opera.

Aerolam e telaio in alluminio: due cose diverse

È un punto che crea confusione: l’aerolam non è la stessa cosa di un telaio in alluminio.

Il telaio in alluminio è una struttura perimetrale — e con traverse interne nei grandi formati — che sostiene una tela tesa, esattamente come un telaio in legno ma con profilati in alluminio estruso. La tela rimane un elemento distinto: viene tesa sul telaio e può essere allentata o staccata.

L’aerolam, invece, è un pannello continuo: costituisce la superficie di supporto stessa. Non si tende nulla sopra di esso (a meno di incollare la tela nel contesto del restauro): si dipinge direttamente sulla sua superficie preparata, oppure lo si usa come piano di appoggio rigido per operazioni di consolidamento.

I due materiali rispondono quindi a domande diverse:

  • Telaio in alluminio: serve quando vuoi dipingere su tela a grandi dimensioni con un supporto che non risente dell’umidità e non si flette, mantenendo la tela tesa in modo uniforme.
  • Aerolam: serve quando hai bisogno di un supporto rigido e piatto — per dipingere direttamente o per un intervento di restauro — e le dimensioni o le condizioni ambientali rendono sconsigliabile il legno.

Preparare l’aerolam per dipingere

La superficie in alluminio dell’aerolam non è direttamente dipingibile: va preparata. I passaggi tipici prevedono una sgrassatura accurata, l’applicazione di un primer di adesione specifico per metalli (epossidico o poliuretanico, a seconda del ciclo pittorico che si intende usare), e infine una o più mani di gesso acrilico o di preparazione tradizionale.

Senza questa fase, i colori a olio o acrilici non aderiscono correttamente nel lungo periodo: la pellicola pittorica può sollevarsi o scheggiarsi. La preparazione è quindi un passaggio che non si salta, e chi lo trascura rischia di vanificare proprio il vantaggio principale dell’aerolam, che è la durabilità nel tempo.

E la tela? Aerolam vs telaio con tela

Chiunque sia abituato a dipingere su tela tesa sa che c’è una risposta tattile sotto il pennello che il pannello rigido non restituisce allo stesso modo. Dipingere su aerolam (o su qualsiasi pannello) dà una sensazione più simile alla tavola: la superficie non cede, non c’è la micro-vibrazione tipica della tela. Non è meglio né peggio: è diverso, e dipende dalla tecnica e dall’abitudine del pittore.

Se vuoi mantenere la sensazione della tela ma hai bisogno di un supporto stabile per grandi dimensioni, la soluzione più diffusa resta un telaio in alluminio con profili ad alto spessore e traverse calcolate sulla luce del formato — costruito su misura sull’opera.

FAQ

L’aerolam si usa anche per i telai tondi o sagomati?

Tecnicamente è possibile tagliarlo in forme diverse dalla rettangolare, comprese forme circolari o sagome libere, ma richiede attrezzatura specifica e la lavorazione dei bordi deve essere accurata. Per i telai tondi o sagomati in legno la flessibilità costruttiva è maggiore e la lavorazione è più consolidata.

Si può incollare una tela storica sull’aerolam per un rifodero?

Sì, è uno degli impieghi tipici nel restauro. La tela viene incollata al pannello con adesivi reversibili idonei (cere microcristalline, adesivi acrilici, ecc.), dopo aver preparato entrambe le superfici. La scelta dell’adesivo è sempre del restauratore, in base allo stato conservativo dell’opera.

L’aerolam è adatto per opere destinate a trasporti frequenti?

È uno dei suoi punti di forza: leggerezza e rigidità lo rendono più gestibile di una tavola di legno della stessa dimensione, e resiste meglio agli urti perimetrali. Per opere molto grandi destinate a esposizioni itineranti è spesso la scelta preferita.

Dove posso richiedere un supporto su misura per un’opera in restauro?

Puoi contattarci direttamente o usare il configuratore per restauratori sul sito: descrivici le dimensioni e le esigenze dell’opera e valutiamo insieme la soluzione più adatta.

Un telaio in alluminio può sostituire l’aerolam in tutti i casi?

No. Il telaio in alluminio è progettato per sostenere una tela tesa: offre rigidità perimetrale e non una superficie continua. L’aerolam serve quando si ha bisogno di un piano solido e piatto su tutta la superficie. Le due soluzioni rispondono a esigenze diverse e in alcuni casi si integrano — ad esempio un pannello in aerolam fissato a una struttura portante in alluminio per opere di grandi dimensioni.


Se stai lavorando a un’opera di grandi dimensioni o a un intervento di restauro e hai bisogno di capire quale supporto sia più adatto, scrivici tramite la pagina contatti: raccontaci il progetto e troviamo la soluzione costruttiva giusta.

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